GEMELLATO CON


comune di cisano sul neva

IL TERRITORIO

Cisano, con una superficie di circa 12,5 kmq, é posto ad un'altitudine media di 53 m s.l.m., nel fondovalle di un territorio prevalentemente collinare. A nord è delimitato da poggio Croce Ceresa ( m. 714) e a sud dal Colle di Cisano (m. 256), a est si estende la pianura di Albenga e ad ovest si diramano le valli dei torrenti Neva e Pennavaire; quest'ultimo tributario del Neva presso la frazione Martinetto. Il comune è formato, oltre che dal borgo di Cisano, da tre frazioni: Conscente, Cenesi, Martinetto e Piamboschi;

 

LA STORIA

L'abitato di Cisano ha probabilmente origine altomedioevale (il nome deriva forse da un antico limes bizantino-longobardo del VII secolo), ma la sua posizione attuale risale all'anno 1274, quando Albenga lo rifondò con struttura fortificata. I lavori di costruzione durarono fino al 1288 su un terreno acquistato dal monastero della Gallinara; precedentemente la zona era appartenuta a Bonifacio del Vasto e ai suoi successori, marchesi di Clavesana.

La decisione di fortificare il borgo da parte della città ingauna è riconducibile alla sua posizione, che fu sempre strategicamente importante come difesa contro le invasioni dal basso Piemonte e venne così accomunato, nel suo scopo difensivo, alle "ville nuove" di Pogli e appunto Villanova. Nel XIII secolo passò sotto la giurisdizione della Repubblica di Genova, così come altri centri del territorio albenganese. Come la storia ci insegna, nel periodo medioevale furono numerosi gli scontri e le guerre di vicinato o di attacchi sferrati a danno di Cisano da parte di signori che pretendevano allargare i propri domini nel nostro territorio.

In tale contesto è da collegare l'assedio al borgo da parte dei Savoiardi nel 1672, che furono, insieme all'evento calamitoso dello straripamento del fiume Neva, le cause del crollo di buona parte della cinta muraria. Questa racchiudeva un abitato compatto, di forma rettangolare e delimitato da fossati e corsi d'acqua naturali; al suo interno, oggi come allora, stretti carruggi si intersecano ortogonalmente mentre le piccole piazzette sono ricavate dalla demolizione di edifici pericolanti.

Nella parte muraria ancor visibile si può osservare la tecnica costruttiva delle mura e delle torri che si basava in prevalenza sull'utilizzo di grossi ciottoli del fiume; proprio da una delle torri fu ricavato il trecentesco campanile della Parrocchiale, dedicata Santa Maria Maddalena, che si affaccia sulla piazza principale del paese. Poco fuori dall'abitato, in un tratto nel quale il fiume scorre incassato tra pareti di roccia, merita una sosta la chiesa di San Calocero, edificata nell' XI secolo dai monaci benedettini della Gallinara, quale ricovero per i pellegrini.

Sottoposta a successive ristrutturazioni, ha però conservato una bella serie di archi binati risalenti alle origini romaniche. Proprio durante il XVII secolo il borgo fu occupato dai soldati della famiglia Savoia, mentre tra il 1794 e il 1795 subì i violenti scontri armati tra l'esercito dell'Impero Austro-Ungarico contro quello francese. Durante l'occupazione di Napoleone Bonaparte, si costituì comune autonomo da Albenga (con il solo nome di Cisano) ed inglobato nel Regno di Sardegna nel 1815.

Dopo essere entrato a far parte del Regno d'Italia nel 1861, assunse l'attuale denominazione di Cisano sul Neva nel 1863. Nel 1929 ingrandì i propri confini, annettendo il territorio dell'allora comune di Cenesi e le frazioni Conscente e Martinetto , appartenenti al sovrastante territorio di Zuccarello. Tale scissione avvenne per effetto di un regio decreto emanato nel periodo fascista che perseguiva la creazione di comuni territorialmente più ampi.

Il comune di Cisano sul Neva comprende 4 frazioni principali:

Conscente, Cenesi, Martinetto,  Pianboschi


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